Gli aiuti a sostegno di Società ed Associazioni Sportive

Sono passati già alcuni mesi dal famigerato lockdown, eppure l’era Covid sembra ancora lontana dall’essere un ricordo.

L'emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci ha costretti a riprogrammare la nostra quotidianità, e non solo: siamo stati chiamati a restare in casa, senza poter uscire nemmeno per andare al lavoro, incontrare parenti e amici, fare sport o coltivare le nostre normali abitudini. A proposito di sport, anche il nostro settore è stato fermato, all’improvviso e senza possibilità di appello: gli impianti chiusi, gli allenamenti sospesi e tutte le manifestazioni rinviate.

Sono in tanti a pensare che lo sport sia una di quelle attività sacrificabili a favore della sanità pubblica, o che un periodo senza allenamenti non sia poi la fine del mondo.

Far ripartire la tua società sportiva ai tempi del COVID-19

Per chi vive e dedica allo sport molte ore del proprio tempo, questo stop ha però comportato una completa rivoluzione nella propria vita. Non parliamo poi delle società sportive, le quali hanno vissuto un periodo di enorme difficoltà, in primis per l’ingentissima perdita economica derivata dal mancato versamento delle “quote” di iscrizione ai corsi sportivi, fonte di sostentamento principale per la maggior parte di esse e per i propri dipendenti.

Allo stesso modo, oggi, una nuova crisi industriale ed economica minaccia la sopravvivenza di prime squadre ed attività agonistiche professionistiche. Come riusciremo ad attrarre gli sponsor per la stagione 2020-2021 se le aziende sono in crisi di liquidità? Quale ditta sarà interessata ad investire in questo settore a fronte dei grandi problemi interni che la affliggono?

Vogliamo però guardare da un’altra prospettiva questa triste vicenda: finalmente, stiamo rivedendo uno spiraglio di luce. Le attività sportive, seppur nella totale incertezza e dovendo far fronte a tantissime nuove regole sanitarie da rispettare, stanno ripartendo. Come cercare di recuperare, almeno in parte, le perdite subite e guardare al futuro con un rinnovato ottimismo?

Per iniziare, possiamo suggerire di consultare le normative che stanno venendo in aiuto del settore sportivo: ecco le principali da conoscere per sapere quali e quanti aiuti verranno messi in campo per aiutare le società a ripartire.

Decreto Liquidità

In un momento di rilevante riduzione dei fondi, sono state introdotte misure concrete, ovvero sistemi di finanziamento per sostenere la liquidità a breve e a lungo termine, sopperendo a quelle risorse che, inevitabilmente, a causa della sospensione delle attività sportive, sono venute a mancare.

Agevolazioni nell'accesso al credito
L'art.14 introduce un sistema integrato di agevolazioni per sostenere l’accesso al credito da parte delle FSN, DSA, EPS, delle Associazioni e delle Società Sportive Dilettantistiche, al fine di sostenerne le esigenze di liquidità nell’attuale complessa situazione, basato sulla combinazione di una garanzia pubblica (concessa dal Fondo di cui all'articolo 90, comma 12, della legge n. 289/2002: “Presso l'Istituto per il credito sportivo è istituito il Fondo di garanzia per la fornitura di garanzia sussidiaria a quella ipotecaria per i mutui relativi alla costruzione, all'ampliamento, all'attrezzatura, al miglioramento o all'acquisto di impianti sportivi, ivi compresa l'acquisizione delle relative aree da parte di società o associazioni sportive dilettantistiche con personalità giuridica”) e di un contributo agli interessi su un medesimo finanziamento.

In particolare, la disposizione introduce un ampliamento dell'ambito di operatività sia del Fondo di Garanzia per l'impiantistica sportiva, che del Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi, stabiliti presso l'Istituto per il Credito Sportivo.

Fondo di Garanzia per l'impiantistica-sportiva

Per quanto concerne il Fondo di Garanzia per l'impiantistica sportiva (per l'anno 2020), quest'ultimo viene implementato con una dotazione di 30 milioni di euro per la prestazione di garanzie sui finanziamenti erogati dall'Istituto per il Credito Sportivo (o da altro istituto bancario) a sostegno delle esigenze di liquidità degli Organismi Sportivi (FSN, DSA, EPS, ASD/SSD riconosciute ai fini sportivi dal Registro tenuto presso il CONI).

Decreto Rilancio e sodalizi sportivi

Un secondo Decreto che interessa le società sportive è il cosiddetto “Decreto Rilancio”, che ha previsto alcune misure di sostegno che potremmo così sintetizzare:

Contributo a fondo perduto
L'art. 25 del Decreto Rilancio recita: “al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epi-demiologica “Covid-19” è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, di cui al testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Re-pubblica 22 dicembre 1986, n 917…”.

I destinatari sembrano esser esclusivamente i soggetti “esercenti attività di impresa”. Si ritiene, pertanto, che potranno accedere al fondo suddetto solo le società sportive, le cooperative sportive dilettantistiche di capitali nonché le imprese sociali. Si attendono ulteriori chiarimenti per poter estendere l'accesso al fondo anche alle Associazioni con partita IVA.

Credito di imposta per i canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo
L'art. 28 (Credito di imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo) affronta invece il discorso del credito di imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda.

Tale credito sarà utilizzabile da tutti gli enti del terzo settore, associazioni culturali e sportive, società sportive e cooperative dilettantistiche e imprese sociali, al fine di contenere gli effetti negativi, derivanti dalla pandemia e dalle misure di contenimento ad essa connesse.

Fondo per l'impiantistica sportiva

Revisione dei rapporti di concessione
L'art. 216 è interessante poiché pone l'attenzione sulle disposizioni in tema di impianti sportivi: “In ragione della sospensione delle attività sportive, disposta con i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri attuativi dei decreti- legge 23 febbraio 2020, n. 6, e 25 marzo 2020, n. 19, le parti dei rapporti di concessione, comunque denominati, degli impianti sportivi pubblici possono concordare tra loro, ove il concessionario ne faccia richiesta, la revisione dei rapporti concessori in scadenza entro il 31 luglio 2023, mediante la rideterminazione delle condizioni di equilibrio economico-finanziarie originariamente pattuite, anche attraverso la proroga della durata del rapporto, in modo da favorire il graduale recupero dei proventi non incassati e l’ammortamento degli investimenti effettuati o programmati”.

N.B. Ai sensi della norma in esame tale revisione potrà esser richiesta solo dai gestori con rapporto in scadenza entro il 31 luglio 2023.

Gestione dei rimborsi - voucher
Per quanto riguarda i rimborsi a soci ed utenti per i servizi acquistati e non usufruiti l’art. 216 comma 4 del Decreto Rilancio prevede: «A seguito della sospensione delle attività sportive (...), ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta in relazione ai contratti di abbonamento per l'accesso ai servizi offerti da palestre, piscine e impianti sportivi di ogni tipo, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1463 del Codice civile. I soggetti acquirenti possono presentare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, istanza di rimborso del corrispettivo già versato per tali periodi di sospensione dell'attività sportiva, allegando il relativo titolo di acquisto o la prova del versamento effettuato. Il gestore dell'impianto sportivo, entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza di cui al periodo precedente, in alternativa al rimborso del corrispettivo, può rilasciare un voucher di pari valore incondizionatamente utilizzabile presso la stessa struttura entro un anno dalla cessazione delle già menzionate misure di sospensione dell'attività sportiva».

Gli aiuti dalle Regioni
Oltre agli aiuti diretti alle società messi in campo dallo Stato, esistono poi vari aiuti messi in campo dalla Regioni, ad esempio il voucher sport famiglia messo in campo in Emilia Romagna per consentire ai nuclei con redditi medio-bassi di sostenere le spese di iscrizione dei propri figli alle attività sportive. Per ulteriori approfondimenti: www.sport.governo.it

La speranza è di uscire il più rapidamente possibile dal questo difficile periodo, sfruttando al meglio gli aiuti delle Istituzioni, rimboccandoci le maniche e facendo gioco di squadra, come da sempre lo Sport ci insegna.

Tuttavia, non possiamo che sperare che lo sport venga presto riconosciuto, a tutti gli effetti, come attività sanitaria, in quanto questo importante passo porterebbe ad un adeguato sostegno sia in ambito fiscale, che lavorativo e sociale. Proprio perché riconosciuto dalle organizzazioni sanitarie nazionali e mondiali come farmaco per la salute, come tale dovrebbe essere tutelato e sostenuto

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